“Sofro Mental Training. La gara si vince prima di entrare in campo”.

LauraSpesso molte gare, si perdono o si vincono, prima di entrare sul terreno di gioco. Alcune squadre, così come alcuni atleti, soffrono di quello che gli esperti di psicologia dello sport definiscono “nikefobia”, che non è la paura di indossare capi con la famosa griffe americana, bensì è la paura della vittoria, la paura di vincere.

Paura di vincere, ansia da prestazione, tensione pre gara, stress, sono tutti sentimenti e stati di animo,  che spesso condizionano in un modo o nell’altro  la performance sportiva. Infatti, emozioni  come l’ansia e lo stress possono esercitare effetti nocivi, oppure vantaggiosi sulla prestazione atletica.

Oppure, viceversa, sono anche gli eventi sportivi a suscitare emozioni piacevoli, associate ad esempio, ad una vittoria o spiacevoli, se legate ad una sconfitta, oppure ad un ritiro dalla gara .

Ecco perché la gestione dello stress e dell’ansia, rappresenta un elemento fondamentale nell’allenamento mentale degli atleti, soprattutto quelli di alto livello agonistico.

Questo perché la migliore gestione delle proprie emozioni, consente di ottenere e mantenere, da parte dell’atleta, una condizione psicofisica ottimale, sia in allenamento che conseguentemente in gara, con l’obiettivo di ottenere risultati di alto livello.

Le tecniche maggiormente utilizzate nel mental training sono rappresentate dal Training autogeno, dalla meditazione, dall’allenamento immaginativo, dal goal setting ( formulazione degli obiettivi), dal self talk ( dialogo interiore che favorisce i pensieri positivi) e dulcis in fundo, dalla nostra Sofrologia.

Molti sono gli atleti che allenano la loro mente attraverso la Sofrologia: per citare solo alcuni tra i più famosi possiamo nominare il campione Jorge Lorenzo (moto GP), Severiano Segovia e Silvano Meli ( sci), Robert Bundi ( ciclismo) e tanti altri sia del passato che attuali.

Il Sofro Mental Training (SMT) ruota intorno all’atleta che diventa così il punto focale dell’intervento: il programma di preparazione, va pertanto progettato insieme all’atleta e in relazione,  sia del tipo di sport da esso praticato che dei suoi obiettivi.

Per uno sportivo, imparare ad avere una mente allenata, può contribuire a vivere con maggior consapevolezza, gioia e serenità una gara e ad affrontarla con il giusto equilibrio di energie necessarie.

Imparare anche a vivere le proprie emozioni con consapevolezza, far leva sui propri punti di forza e imparare ad utilizzare l’immaginazione, al fine di vivere e visualizzare in maniera positiva i propri gesti atletici.

Alfred Einstein diceva che esiste una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia atomica. Questa è la volontà.  Ed io aggiungerei che anche l’immaginazione è una grande forza motrice. Immaginare di entrare sul terreno di gioco, sentire l’odore dell’erba, immaginarsi nel gesto atletico, nel gol, aiuta lo sportivo ad anticipare gli eventi della gara  ed a reagire meglio ad eventuali imprevisti.

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Quindi, attraverso le tecniche sofrologiche, l’atleta impara a riconoscere non solo i propri mezzi e i propri limiti, ma anche a gestire le proprie emozioni, a potenziare la propria concentrazione ed a eliminare quei pensieri negativi, che potrebbero condizionarne la prestazione atletica.

Pertanto, la condizione psicofisica ottimale cui tendere attraverso il SMT, è quella relativa alla completa conoscenza ed autogestione del sé, esperienza continuamente rinnovabile grazie al vissuto e alla vivenza sofrologica, che scaturiscono dall’allenamento continuo e soprattutto costante.

Infatti, le tecniche sofrologiche, agendo a livello psicologico, consentono la strutturazione di un tipo di pensiero positivo, necessario al raggiungimento di sentimenti di fiducia, autostima, e a livello fisico permettono la percezione del proprio corpo, analiticamente e sinteticamente.

Quindi, il SMT consente allo sportivo di formalizzare i propri obiettivi, anche attraverso un uso del goal setting, all’interno di tecniche sofrologiche di futurizzazione . Obiettivi realisticamente raggiungibili, perché fondati sulla consapevolezza dei propri strumenti,  capacità  e potenzialità: infatti la progettualità in relazione alla propria esistenza individuale è una delle finalità principali della Sofrologia.

Laura3Alla luce di questa nostra riflessione, appare evidente come l’aspetto della pianificazione degli interventi e degli obiettivi, sia di primaria importanza nel corso del training sofrologico; attraverso questo tipo di programmazione, il sofrologo sarà in grado di individuare e mettere in atto delle tecniche sofrologiche specifiche, utili nel controllo e nella gestione dello stress, nel recupero degli insuccessi, nell’anticipazione degli eventi, nell’allenamento dell’immaginazione.

Sarebbe così auspicabile, che in futuro il SMT trovi maggior applicazione nello Sport al fine di supportare atleti e mental coach nel loro cammino verso il successo.

Dott.ssa Laura Suozzo

laurasophrosuozzo@gmail.com

339/4136567

Piccola bibliografia di riferimento:

  1. Fernandez “ La Sophrologie expliquée aux sportifs…et aux autres”, Amphora
  2. Abrezol “Sophrologie et sports”, Au Signal
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