RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLE EMOZIONI

“Emozióne s. f. [dal francese émotion, derivazione di émouvoir «mettere in movimento»]. – Impressione viva, turbamento, eccitazione: l’emozione della vincita, di quell’inatteso incontro; le emozioni del viaggio; andare in cerca di nuove emozioni; essere in preda all’emozione, a un’intensa emozione.; essere preso, essere sopraffatto dall’emozione; la forte emozione gli impediva di parlare.”

“Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi.

In termini evolutivi, o darwiniani, la loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza, reazione che non utilizzi cioè processi cognitivi ed elaborazione cosciente.

Le emozioni rivestono anche una funzione relazionale (comunicazione agli altri delle proprie reazioni psicofisiologiche) e una funzione autoregolativa (comprensione delle proprie modificazioni psicofisiologiche).”

 

Le Emozioni, che invenzione meravigliosa! Ce ne sono talmente tante e di tanti tipi che abbiamo solo l’imbarazzo della scelta!

Questi, tra le varie definizioni travate nel Web, sono stralci di quelle che mi sono piaciute di più.

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Purtroppo per cultura, educazione, religione, siamo abituati o meglio, ci è stato insegnato a catalogarle, giudicarle, condannarle, a dividerle, differenziarle: in un cassonetto quelle cattive, negative, da cancellare, da sopprimere, da annullare. In un altro cassonetto quelle buone, positive, nelle migliori delle ipotesi da reprimere, da nascondere, da soffocare.

Ed è per questo che a volte, spesso, facciamo fatica a gestirle. Cresciamo nella convinzione che provare rabbia, invidia, gelosia, odio sia sbagliato, che le brave persone non debbano provare mai questo genere di sentimenti, che se invece succede si è sbagliati, oggetto di disapprovazione, di biasimo.

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Di contro, farsi vedere troppo felici, allegri, piangere per commozione, mostrare tutto il grande Amore che abbiamo dentro sia sconveniente, che farlo ci metterà a nudo, ci renderà vulnerabili, che per proteggerci sia necessario reprimerci, non svelarci, non comprometterci mai, non esporci mai e comunque mai per primi.

E soffocare questa parte fondamentale di noi, la parte più vera, più naturale, più genuina, la nostra vera Essenza, ci provoca frustrazione, confusione, disorientamento, divisione interna.

In passato, i pochi che non avevano paura ad esprimersi, ad esternare il proprio Sentire, venivano giudicati strani, originali, eccentrici, stravaganti quando gli andava bene, o da rinchiudere in qualche manicomio quando gli andava male.

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Riusciamo con più facilità a lasciarci andare ed esprimerci con maggior libertà verso i bambini e verso i nostri animali domestici. Non abbiamo paura del loro rifiuto e del loro giudizio, così non ci vergogniamo nel comportarci da perfetti idioti riempiendoli di baci, strapazzandoli, dicendogli sciocche parole affettuose e giocose, magari facendo delle vocine acute, stridule. Loro il più delle volte sopportano pazientemente le nostre esuberanti dimostrazioni di affetto scansandosi quando, quasi sempre, diventiamo insopportabili. Anche in questi casi capita a volte che qualcuno ci dica, magari rispetto al tuo adorabile cucciolo di gatto o di cane, che lo baci troppo. Ma troppo rispetto a che cosa? Rispetto a chi?

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Non si nasce così. Nessuno nasce così. Basta guardare i bambini per capirlo. I bambini non hanno filtri, non hanno sovrastrutture, condizionamenti. Esprimono ciò che provano nel momento in cui lo provano. Adoro vedere, per strada, i bambini che camminano per mano ad un adulto; spesso sono così colmi di entusiasmo e di gioia vi vivere che non riescono a fare a meno di saltellare anziché camminare. Quando smettiamo di saltellare per strada e perché?

 

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Ai giorni nostri le cose per fortuna sono un po’ cambiate. Nuove filosofie di vita, nuovi pensieri, nuove idee, un nuovo Sentire si stanno diffondendo riconoscendoci, finalmente, il diritto di entrare in contatto con il diamante che brilla nel nostro petto, con la casa della nostra Anima, con la miniera di tesori inestimabili che racchiudiamo in noi.

Certo, per molti di noi è un Sentire talmente nuovo, talmente lontano da quello a cui siamo stati abituati e a cui siamo stati educati che è come se dovessimo entrare in contatto con un popolo alieno che non conosciamo, di cui non capiamo il linguaggio, le usanze, la cultura. Cerchiamo di capire come comunicare con questa entità sconosciuta, fino a che non capiamo che è proprio nel cercare di capire (scusate il gioco di parole) che si sbaglia. La testa, il pensiero non c’entrano niente con questo mondo. Cercare di capirlo è come voler spiegare perché ci siamo innamorati di una persona piuttosto che di un’altra. È qualcosa che parte da dentro, che è innato, che c’è e basta, come il respirare, come il nostro cuore che batte.

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Io credo si possa, anzi, si debba imparare ad immergercisi dentro, a lasciarle fluire in noi, a abbandonarcisi totalmente, a farsi pervadere dalle Emozioni, anche da quelle difficili da accettare, da quelle dolorose, da quelle che ci potrebbero far sentire sciocchi. E quando finalmente iniziamo a entrare in contatto profondamente e con rispetto con noi stessi anche i rapporti con il resto del mondo cambiano. Diventa tutto più facile, più sano, più caloroso.

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È qualcosa che ci meritiamo, che dobbiamo a noi stessi, che abbiamo il diritto ed il dovere di cercare di raggiungere. Cambiando noi stessi trasmettiamo vibrazioni anche al di fuori innescando così il contagio anche nel mondo che ci circonda, un contagio di Amore e di accettazione, di tolleranza e condivisione. E questa meravigliosa onda positiva potrebbe un giorno, chissà, contagiare il pianeta…. E non solo… Love!

Rita Cortellesi

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Comments (2)
  1. Simona Napolitani 2 marzo 2016
    • Rita Cortellesi 4 marzo 2016

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