BENESSERE IN UFFICIO – Body and mind!

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Per chi, come me, svolge un’attività sedentaria e, haimè!, una “vita sedentaria”, arriva il momento in cui è il corpo a chiederti, spesso con forza e decisione, di muoverti, di attivarti un po’.

Un lavoro full time più gli spostamenti, la gestione di casa, spesa, genitori, bucato, amici, interessi, magari un fidanzato o marito e/o dei figli, rendono spesso difficile ritagliare scampoli di tempo per dedicarsi a un’attività fisica.

Per quel che riguarda me, analizzando la mia giornata e la mia settimana media, non se ne usciva. Sembrava davvero impossibile inserire qualsiasi impegno a meno che non fosse molto tardi la sera, meglio se dopo cena. Senza parlare dei costi, purtroppo spesso non sostenibili.

Una soluzione poteva essere quella di andare a camminare. Salutare e gratuito. Ok, ma quando? E dove? E, più ancora, dove trovare la volontà per farlo in autonomia? Eh si perché il fattore pigrizia incide non poco in questi frangenti. E poi non si va a camminare quando fa troppo caldo né quando fa troppo freddo, quindi, per svolgere un’attività abbastanza regolare nel corso dell’anno, o mi sarei dovuta trasferire a vivere in California oppure camminare all’aperto non era la soulzione adatta a me.

Lo scorso anno due mie colleghe hanno iniziato ad andare in palestra la mattina presto, prima del lavoro. La palestra si trova vicino l’ufficio così, una volta terminata l’attività e fatta la doccia, in pochi minuti sono alla loro scrivania. Idea buona, coraggiosa, impegnativa, ma impraticabile per me. Io la mattina sembro un bradipo narcotizzato, i miei movimenti sono veloci come quelli di una tartaruga che dorme, la mia mente attiva come una colonna del colonnato di San Pietro. Insomma, la palestra la mattina presto proprio no, non fa per me. Però l’idea iniziava ad allettarmi perché la palestra in questione è molto conveniente, piccola ed essenziale. E dunque?

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C’è stata una prima fase di esplorazione ed avvicinamento, solo verbale si intende! I loro racconti hanno iniziato a svegliare la mia curiosità, poi sentire che, come me, anche loro non amano questo genere di attività e percepire dalle loro parole la fatica e il sacrificio necessari ma poi la soddisfazione che ne consegue, mi facevano sentire meno lontana, meno aliena rispetto a quel mondo dove, nel mio immaginario, potevi trovare due tipi di persone: gli “invasati”, ovvero coloro per i quali l’attività sportiva è fondamentale quasi quanto respirare (uno di questi è sicuramente il direttore della suddetta palestra. Quando gli ho detto che erano anni che non praticavo nessun tipo di attività mi ha chiesto “E come mai??” guardandomi con gli occhi sbarrati colmi di stupore e incredulità) oppure gli “obbligati” che, dopo le prime due – tre presenze, spariscono per sempre. Io, naturalmente, di solito rientro nella seconda categoria, tranne nel periodo in cui ho potuto praticare un’attività che ho amato fin da subito: lo Yoga.

Purtroppo in questa fase della mia vita praticare lo Yoga per il momento non mi è possibile, per questo alla fine mi sono fatta coraggio (tanto!) e mi sono iscritta nella palestra dove vanno le mie colleghe! Ci vado la sera dopo il lavoro. Svolgo l’allenamento, faccio la doccia e poi, stanca ma soddisfatta e pulita, me ne torno a casa, trovando per giunta meno traffico.

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L’ambiente è quello solito delle palestre. Io sinceramente mi ci sento un pesce fuor d’acqua e allora sto cercando di adattarlo un pochino al “mio mondo” praticando l’attività ascoltando la musica che mi piace con un piccolo lettore MP3 e le cuffie, applicando, dove riesco, la respirazione che ho imparato a Yoga, cercando di restare centrata e serena.

Nell’orario in cui vado io la frequentazione è a maggioranza maschile e l’età media è piuttosto bassa. Tra di loro che si allenano per riempire i muscoli, Io sono “la signora” che annaspa e sbuffa e suda e fatica sul tapis roulant e sui vari attrezzi senza parlare praticamente con nessuno, e che poi, zuppa, se ne va in silenzio verso gli spogliatoio per riuscirne dopo un po’ con la borsa in spalla per andarsene fino alla prossima volta, se ci sarà una prossima volta…

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Per ora “la prossima volta” arriva da circa due mese e mezzo. Per incoraggiamento (e perché economicamente conviene non poco) ho fatto l’abbonamento annuale. Vediamo se, come spesso accade, sarà il solito fuoco di paglia oppre se, come spero, l’abitudine prenderà il sopravvento concedendomi di fare un allenamento costante e duraturo.

Concludendo, svolgere un’attività fisica è importante, molto, ma se si riesce a fare qualcosa che ti piace e ti entusiasma è decisamente meglio! Se proprio non puoi, cerca una via di mezzo, un compormesso, e comunque un modo per viverla al meglio, secondo le tue inclinazioni e attitudini, secondo il tuo Sentire.

P.S: come i miei amici sanno, mia madre ha la passione dell’uncinetto, quindi tutti i miei asciugamani hanno, alle estremità, un grazioso bordino lavorato a mano. In palestra occorre portare un asciugamano da poggiare sugli attrezzi e per asciugarsi nella fatica. Ho ritenuto che quelli di mamma non fossero l’ideale, quindi ne ho comprati di nuovi, semplici, lineari, anche se ogni volta che ne stendo uno su un attrezzo sorrido all’idea che al suo posto ci sia uno di quelli che mia madre ha amorevolmente decorato.

Rita Cortellesi

 

 

 

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