Yogini e ribelli: quali di queste 12 donne ti ispira di più?

Illustrazione di Francisca Paz Gallardo Urrutia  ©Lunario della Dea

Kali, divinità dell’India, è il femminino distruttivo: lei distrugge per trasformare, purificare ed accogliere. Illustrazione di Francisca Paz Gallardo Urrutia ©Lunario della Dea

Enigmatiche e sapienti, terrifiche e materne, solitarie e amanti del mondo: sono donne che hanno avuto il coraggio di essere se stesse, spesso a costo della propria vita. Donne che hanno raggiunto la loro completezza andando controcorrente per seguire un’altra chiamata, la vocazione al mistero, all’ignoto, al divino, a quell’essenza unificante che è l’essenza stessa dello yoga.

Alcune sono realmente esistite, altre fanno parte di una mitologia che trascende tempi storici e limiti geografici, ma in sostanza tutte possono essere archetipi, simboli, energie da cui farci ispirare, anche solo riconoscendole quali parti di noi, dei molteplici aspetti che formano la meravigliosa complessità psichica di cui siamo composte.

 FLUIRE È ESSERE RIBELLI

Oyà Yansà, divinità Orishas, madre del Caos, propiziatrice di cambiamenti. Illustrazione di Francisca Paz Gallardo Urrutia ©Lunario della Dea

Oyà Yansà, divinità Orishas, madre del Caos, propiziatrice di cambiamenti. Illustrazione di Francisca Paz Gallardo Urrutia ©Lunario della Dea


Fluire nel cambiamento
è una “massima” che molti praticanti arrivano a fare propria grazie agli approfondimenti che yoga e meditazione consentono in tal senso e non c’è niente di più rivoluzionario di questo atteggiamento che si allinea ad una delle leggi fondamentali della vita: l’armonia. L’armonia segue sempre un ritmo, ma non quello socio-culturale, eterodiretto o imposto da condizionamenti. Piuttosto, un ritmo ispirato da rivelazioni interiori. E un ritmo non si produce mai nell’immobilità, ce lo insegna la natura che delle ciclicità armoniche è maestra sovrana, così come pure l’universo intero con le sue armoniche celesti. Noi siamo sia natura che universo, microcosmo nel macrocosmo, ecco perché soffriamo se indugiamo troppo a lungo in schemi di vita che ci imprigionano: come puoi a una stella impedire di brillare o a un fiore di fiorire? Pertanto, fluire è tornare ad essere universali e, come tali, di certo non prevedibili, è essere inarrestabili come il passaggio di una supernova. Ecco perché fluire è essere ribelli. Fluire è accogliere le dinamicità esistenziali che consentono di realizzare la propria vita al meglio delle proprie possibilità, senza troppe frustrazioni. Una supernova non ha paura di morire, di svanire, di compiere la sua missione: la sua esplosione coincide con la sua suprema realizzazione.

“Energia implica movimento […]

Non c’è che una Verità. Quando si vede il movimento, lo si chiama Shakti, Energia; stabilita nel fondamento del movimento, la si chiama Ashraya (stabile nel Sè), mentre un altro la chiamerà Achala, immutabile.  Se Shaktiè il potere di manifestazione del non manifestato, Ashraya è il suo supporto, la sostanza. Shakti e vasthu, forza e sostanza (o realtà) sono inseparabili; sono due aspetti della stessa e unica Verità. Va detto però che, senza la Shakti, vyapara, l’energia o il movimento della potenza (dell’Uno), la sostanza del Reale non è percepita”

(Ramana Maharshi)

CENTRATE SU SE STESSE NON VUOL DIRE EGOCENTRICHE

Lilith, demonizzata per non essersi voluta assoggettare al potere patriarcale che la voleva succube e passiva. Illustrazione di   Aurora Boreal ©Lunario della Dea

Lilith, demonizzata per non essersi voluta assoggettare al potere patriarcale che la voleva succube e passiva. Illustrazione di Aurora Boreal ©Lunario della Dea

Essere rivoluzionarie ha molto più a che vedere con ciò che SI E’. Ciò che SI FA è una conseguenza. Essere portatrici sane di se stesse, votate all’integrità senza compromessi, non vuol certo dire affermare la propria personalità di facciata. C’è una bella differenza tra l’essere esibizioniste ed egocentriche ed essere realmente centrate, radicate nel nucleo spirituale di sé al punto di divenire puro strumento del “divino in azione”, ovvero agire in maniera impersonale eppure animate dal fuoco sacro della propria ispirazione. Per divino non intendo qui evocare nessun dio di qualche religione particolare, bensì il potere stesso dell’universo, quell’intelligenza intrinseca alla Vita che è una forza evolutiva. Ispirazione d’altronde non vuol dire che questo: essere nello spirito!

FLUIRE CON LO YOGA E INCONTRARE L’AMORE

Medusa, la parte più istintuale della donna e perciò la più temuta. Come Aracne, Medusa ha avuto la forza di sfidare la dea Atena. Illustrazione di Emma Bignami ©Lunario della Dea

Medusa, la parte più istintuale della donna e perciò la più temuta. Come Aracne, Medusa ha avuto la forza di sfidare la dea Atena. Illustrazione di Emma Bignami ©Lunario della Dea

Abbracciamo la nostra fluidità esistenziale, armonizziamo i nostri corpi sintonizzandoli con le vibrazioni armoniche di cui è intriso il mondo, lo yoga è la via maestra per sensibilizzarci a tale ritorno alla flessibilità, mentale e fisica. Yogi e yogini di tutti i tempi, in fondo, al di là delle molte sfaccettature legate a diversità di metodi e approcci utilizzati, hanno realizzato che il segreto più prezioso insito nella Sadhana spirituale non è altro che la sua essenza unificante. Yoga sta per Unione, non dimentichiamolo mai! Se si scorre con la vita, l’unione avviene. Se si oppone resistenza, la vita diventa solo un problema da risolvere.

Solitamente, quand’è che le cose ci sembrano più leggere, facili, di importanza inferiore alle aspettative? Quando si è innamorati/e. L’amore ti fa cambiare prospettiva, peccato che spesso questo stato di innamoramento è confinato a una relazione soltanto o a una ristretta cerchia di rapporti preferenziali (amici, parenti, partner) e non ci si rende partecipi del grande mistero dell’amore universale. Ma questo è un altro discorso. Il punto è che l’amore trasforma, l’amore rende coraggiosi, l’amore rende unici e speciali, l’amore fa fare cose imprevedibili e anticonvenzionali.

L’unica misura del progresso nello yoga dovrebbe essere questa: quanto amore si sta aggiungendo alla propria vita, vivendolo intensamente, a cominciare dal rapporto con se stessi/e.

“Continua a tenere viva la tua aspirazione, non scoraggiarti. Essa è il seme della tua spiritualità, l’inizio dell’unione suprema con l’esistenza. La persona che ami non è altro che una scusa” (Osho)

SE SEI INNAMORATA SEI RIBELLE

Ipazia, la prima donna filosofa e matematica fu uccisa a causa delle sue idee considerate troppo audaci. Illustrazione di Serena Luna Raggi ©Lunario della Dea

Ipazia, la prima donna filosofa e matematica fu uccisa a causa delle sue idee considerate troppo audaci. Illustrazione di Serena Luna Raggi ©Lunario della Dea

Tutte queste 12 Donne sono simboli di amore sconsiderato per l’originalità della vita e, pertanto, sono irrimediabilmente ribelli, diverse, anomale, non classificabili, pericolose minacce per i sistemi dominanti. Dovremmo portarle tutte dentro di noi, accudirle come fertili germogli, fragili e virulenti al tempo stesso, nutrirle con la nostra fede, evocarle quando ci sentiamo sopraffatte da poteri non nostri, da sogni non nostri, da desideri non nostri, da una vita che non ci appartiene, da un vuoto d’amore. Sono simboli che ci aiutano a ricordare chi siamo e ricordare chi siamo è, eccoci di nuovo al punto, l’essenza dello yoga. Sammasatiricorda chi sei” non ha fatto altro che insistere su questa parola Gautama il Buddha sottolineandola per quarantadue anni mattina e sera. Sammasati vuol dire “giusto ricordo” e il giusto ricordo è quando ricordi te stesso/a come Sè autentico, distinto ma non separato dal Tutto invisibile che sostiene il gioco divino dell’esistenza.

12 MODI DI DIRE (ED ESSERE) AMORE

Llorona,  la donna piangente sul fiume. Uno spaccato bellissimo di questo archetipo i cui racconti si perdono nei miti precolombiani è dato da Clarissa Pinkola Estès nel suo libro "Donne che corrono ci lupi" Illustrazione di Emma Bignami ©Lunario della Dea

Llorona, la donna piangente sul fiume, uno spaccato bellissimo di questo archetipo i cui racconti si perdono nei miti precolombiani è dato da Clarissa Pinkola Estès nel suo libro “Donne che corrono coi lupi” Illustrazione di Emma Bignami ©Lunario della Dea

L’autenticità è proprio il leit motiv di queste dodici “ribelli”: Medusa, Cassandra, Lilth, la Llorona, la Maga Circe, Kali, Maria Maddalena, Fata Morgana, Cleopatra, Oyà Yansà, Ipazia, la Strega. Potete farvi accompagnare da loro utilizzando questo Calendario Lunare con tutta la creatività che più vi ispira. Io lascio che ogni mese l’Energia archetipica di una di queste Donne dialoghi con la mia sensibilità momento per momento, magari semplicemente interiorizzando le parole-mantra associate a ciascuna di esse. Come una poesia che non deve essere capita intellettualmente, ma accolta e lasciata agire, vibrare nel corpo.

Concludo con le dodici citazioni tratte dal Lunario della Dea disponibile anche su Macrolibrarsi. Ricordandovi che… non sono formule magiche! Non c’è magia più grande del miracolo della vostra stessa presenza.

CLEOPATRA

“Sono una donna, sono libera nella vittoria e nella sconfitta” (Joumana Haddad)

OYA YANSA

“Lo spirito ti spoglierà dall’orgoglio, perchè tu possa riconoscere in te il potere” (Mary Standing Otter)

IPAZIA

“Promettimi che darai a ciò in cui credi una possibilità di lottare” (Hwang Jin Yi)

FATA MORGANA

“Riprendere possesso di sè è stabilire in sè il proprio centro” (Vicky Noble)

MARIA MADDALENA

“Sei il fiore più bello che i miei occhi hanno mai visto, sei luce nel mio cammino e padrona dei miei pensieri” (Nina Pastori)

STREGA

“Raccontami una storia, madre, sulle antenate e di come camminarono imparando le vie della medicina” (Jamie Sams)

MEDUSA

“Colmerò i miei occhi di pura luce e nuoterò in un mare di sentimenti  liberi” (A’isha al tamurriyya)

MAGA CIRCE

“Alle onde che prima sembravano travolgermi e ora gioisco poter cavalcare” (Alexandra Pope)

LILITH

“Sono diventata l’artefice del mio stesso risveglio” (Tratto da Il Vangelo di Maria Maddalena – Daniel Merurois)

KALI

“L’autentica rivoluzione è quella dello spirito” (Aung San su Kyi)

CASSANDRA

“Non sono una voce solitaria: io sono tante voci (Malala Yousfzai)

LLORONA

“Io voglio una vita che sia mia” (Tratto dal film Memorie di una geisha)

Non siamo mai sole, c'è sempre uno spirito da coltivare.  Foto ©Cecilia Martino, Ristorante Indiano Dawat, Torino 2018

Non siamo mai sole, c’è sempre uno spirito da coltivare. Foto ©Cecilia Martino, Ristorante Indiano Dawat, Torino 2018

“Non serve fare cose straordinarie, ma rendere straordinario tutto ciò che si fa”

(CECILIA MARTINO) WWW.CECILIAMARTINO.IT

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