Invito al viaggio: e il meglio è alla fine

Il mio invito, oggi, è quello di andare all’indice di un libro classico: Il Circolo Pickwick di C. Dickens. Ho infatti voglia di farvelo ripensare, magari leggere o scoprire, partendo proprio da lì.

Parlo spesso dei dintorni di un testo: quello che sta attorno alle parole e alla storia, come anche di tutte le parole che diventano dediche, ringraziamenti, appendici o note. In questo modo i libri si leggono fino in fondo, con una sensazione di nostalgia mentre li si sta lasciando andare. Li leggo anch’io così per trattenere l’incanto della convivenza, che va terminando, con i personaggi e i luoghi della storia.

L’indice del Circolo Pickwick comprende 8 pagine di scrittura leggera, ironica, precisa e potente. Una narrazione nella narrazione perfetta anche per l’iniziale forma del romanzo, uscita in fascicoli a puntate per 20 mesi nel 1836. Un indice che ha toni di modernità nella forza della sintesi, nell’equilibrio tra precisione e mistero, tipiche di una scrittura che deve affascinare e far intuire senza rivelare troppo, giocare con il lettore e attrarlo nella rete di una storia-viaggio alla scoperta dell’umanità e dell’Inghilterra ottocentesca.

Un indice che ci fa orientare nella storia e nella dimensione poetica del suo autore.                                           Ci dice che il libro è un racconto avventuroso dove gli eventi e i personaggi si succedono velocemente:

cap. 4, Giornata campale e bivacco. Altri nuovi amici e un invito in campagna

cap. 7, Si dice come il signor Winckle, invece di sparare al piccione e uccidere il corvo, sparasse al corvo e ferisse il piccione; e come il Circolo del cricket di Dingley Dell giocasse contro Muggleton, e come Muggleton pranzasse a spese di Dingley Dell; nonché si trattano altri argomenti istruttivi e interessanti.

Ci dice che Dickens si occupa dei costumi dei suoi tempi:

cap. 13, Qualche notizia su Eatanswill e sulle condizioni locali dei partiti nonché sull’elezione del deputato che dovrà rappresentare in parlamento quest’antica, fedele e patriottica cittadina.

cap. 28, Lieto capitolo natalizio con la descrizione di un matrimonio e di altri svaghi i quali, benché nel loro genere non siano inferiori al matrimonio stesso, non vengono più celebrati con spirito altrettanto religioso in questo nostro tempo decadente

Ci dice come l’autore legga l’umanità e i sentimenti amorosi che lo circondano:

cap. 8, In cui si illustra chiaramente la verità secondo la quale un vero amore non procede tranquillo come un treno sulla strada ferrata

cap. 18, Nel quale si illustrano brevemente due punti, cioè la potenza degli attacchi di nervi e la forza delle circostanze

cap. 22, Il signor Pickwick si reca a Ipswich dove ha un’avventura romantica con una dama di mezza età con diavolini di carta gialla nei capelli

Ci dice, soprattutto, la splendida ironia e leggerezza con cui Dickens racconta questa lunga storia e la ricchezza dell’intreccio che è troppo zeppo d’avventure perché se ne possa dare un breve riassunto, ma anche la necessità dell’uomo di leggere storie che, ogni tanto, finiscano così:

cap. 57, Il Circolo Pickwick si scioglie e tutto si risolve con la massima soddisfazione di tutti gli interessati.

E fuori da questo avventuroso testo, che indice ha la vostra vita fino a qui? Che capitoli avete già intenzione di aggiungere? Che intreccio state scrivendo e che viaggio state affrontando?.

Lo confesso, leggendo Pickwick immagino per me un vita a tappe tra campagne curate e colline invitanti, qualche alta montagna, che invita a vedere oltre, e il mare che fa restare. Penso a un vecchio saggio che mi aiuta, nei passi stanchi, e mi incoraggia mostrandomi i luoghi come specchi della mia anima. Penso a tratti in solitaria e a mete in cui mi attendono abbracci e baci di chi amo senza più pensieri.

A metà maggio, con Pickwick tra le mani, penso che il libro è viaggio, la vita è viaggio e hanno entrambi bisogno di noi. Il sole illumina il mio giardino, dopo giorni di pioggia, io attendo buone notizie e segni, ma desidero riceverli davanti a un bel panorama, mentre siedo su una panchina, stanca ma illuminata dal verde della natura. Sono pronta per il mio intreccio a lieto fine.

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