Il Natale che non ti aspetti aspetta te

Il Natale che non ti aspetti aspetta te
Il Natale che ti aspetti, forse lo aspettavi da tanto
e ti deluderà, o forse non arriverà mai
Cosa vorresti sotto l’albero? Lo vorresti l’albero?
E il presepe?
E tutte quelle luci per le strade, gli addobbi, le insegne dei negozi…
E’ calore o accanimento, abbondanza o superfluo, grazia o ingordigia?
Famiglia è ciò che ci è più familiare, eppure quanta distanza, a volte!
Il Natale per alcuni e non pochi, è sconcerto e tristezza
insopportabile abisso di solitudine. Perché?
A quale famiglia ti abbracci, di quali parenti ti prendi cura,
chi ti è più prossimo, di sangue o di sentimento?
A quale famiglia credi di appartenere?
Familiare è proporzionale allo spazio vuoto tra la pazienza e la cura
l’amorevole gentilezza di una stalla
una caverna dal calore inesauribile
l’alito naturale ai margini del mondo
Il cuore umano
scarta regali se si permette di brillare
è questa la cometa di Natale
le mani giunte al petto
il Namaste degli yogi
l’inchino dei samurai
la posa degli amanti
la resa degli impavidi
Il cuore umano
scarta regali se si permette di donare
sorrisi
carezze
abbracci
intimità
calore
disponibilità
è gratis il capolavoro di cui indossiamo
vesti sproporzionate, a volte
firmamenti a intermittenza, il Cielo è vuoto
si scarta a malapena la pergamena del silenzio
Il Natale che non ti aspetti, aspetta te
e me, e noi.
Quel rivolo di luce dietro lo scaffale
quando un po’ di polvere ci ha disegnato
il tempo dell’attesa.
Lasciamoci trovare,
lo spirito del Natale è una riverenza di gratitudine
ai pascoli di un nuovo giorno.

Per il mese di dicembre, così intriso di spirito natalizio, il mio contributo alla rubrica Yoga da un altro mondo è arrivato in forma poetica.
A Natale la sostanza è il mistero della vita che nasce e un mistero non chiede di essere spiegato bensì amato. Poesia è amore dell’essere al di là di ragione e sentimento, è ragionevolezza con l’ardire del cuore.
Auguro a tutti di sentire quante più possibili aperture, là dove magari il dolore stride nell’impatto con la gioia.

La via della consapevolezza è sempre presente e sempre accessibile, in qualsiasi momento.
Alla fin fine, la sua essenza può essere colta solo dalla poesia o dal silenzio della tua mente e del tuo corpo in pace.

(Jon Kabat-Zinn , Vivere momento per momento)

Un film da riscoprire e magari vedere proprio in questo periodo è ” 7 km da Gerusalemme”: se vuoi approfondisci qui

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