Aprile tremendo fiorire – Bello non è ciò che piace ma ciò che apre

C’è un’altra possibilità che la vita ci offre, ed è quella di aprirci ad una Bellezza integrale, che non si basa su gusti personali. La meraviglia è quando tremi

Non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace “recita un antico detto.
Ciò che piace è sempre legato a un punto di vista personale, ha una tonalità cangiante in base a umori del momento, memorie, ricordi, vissuti che vale la pena riconoscere, sentire e comprendere come una parte di noi, ma non esclusiva.

C’è un’altra possibilità che la vita ci offre, ed è quella di aprirci ad una Bellezza integrale, che non si basa su gusti personali ma su armoniche universali, onnicomprensive.
Accade quando si sposa a una sorta di attitudine al lasciar essere, al lasciar fare, al lasciar andare, a rimanere nell’apertura, senza giudizio e senza interferenze personalistiche.
Accade quando ci si lascia sorprendere, guidare da un’intuizione che non vuole, non desidera, non agisce, non si sforza, non trattiene, non afferra, non sa … ed allora si può provare stupore anche di fronte a qualcosa che, dal punto di vista personale, magari non piace.
E’ l’arte dell’accoglienza, dell’apertura, di quello che nel taoismo è magicamente racchiuso nell’intraducibile termine Wu Wei e nei canti spirituali della mistica tibetana Ma gcig Labdrön nell’esclamazione Emaho! Meraviglia! E’ dischiudersi di una sensibilità del cuore che non ha gusti personali, tuttalpiù prova compassione per tutto ciò che è.
E’ l’emozione dell’essere poeticamente al mondo, aperti, disponibili, con lo sguardo del principiante o del bambino che evoca qualcosa come un “sentimento dell’inizio” sempre vivo, sempre possibile, sempre nuovo. (Leggi: Cosa vuol dire essere degli Iniziati)
E’ uno sguardo estatico ma non inebbetito sulla realtà, anzi, molto presente e spontaneamente etico.

Presenza non ha niente a che vedere con presenzialismo.

Sono le rivoluzioni invisibili che avvengono silenziosamente, pazientemente, gentilmente in noi a creare le fondamenta da cui poi, spontaneamente, possono muoversi cambiamenti esteriori. Come il fruttificare di un albero che è stato ben nutrito dalle radici e dal terreno. Dobbiamo essere contadini amanti della nostra terra, interiore ed esteriore. Dobbiamo recuperare questo contatto essenziale, bucolico, ancestrale con le nostre radici, la nostra vera casa, per questo abbiamo sempre più bisogno di contadini e di poeti, di percorrere sempre più sentieri laterali e meno rettilinei. (Leggi: Cediamo la strada agli alberi, abbiamo bisogno di poeti e di contadini)

All’ombra dei fiori

nessuno

è straniero.

(Kobayashi Issa)

C’è un’intelligenza che provvede alla vita e si prende cura di noi, se noi la lasciamo fare. Proprio come il fruttificare dell’albero. (Leggi: Come attualizzare la potente visione poetica di Rilke – Elegia VI – Il “puro segreto” del fico)

Bellezza è potersi fidare della vita, così com’è.

Innamorarsi del Beato Tremendo, perché non c’è meraviglia che non sia in qualche modo terribile. Il mistero della vita non può essere compreso mediante rassicurazioni, ma solo accolto con un atto di resa totale. Surrender! 

La meraviglia è quando tremi.

E “senza libertà, la meraviglia si eclissa. Tuttavia meraviglia è quel prodigioso sentimento di stupore, a volte prodotto dalla natura umana, o dall’ardente origine delle cose. Quante persone si meravigliano, ma pochi lo fanno con quel genuino discernimento spirituale e filosofico: ecco l’eresia […] Bisogna meravigliarsi, imparare ancora a stupirsi, vivere di stupore  […] Dio è meraviglia. […] La visione della meraviglia è stata repressa, annientata, cancellata con un incisivo colpo di spugna. Ruotiamo intorno alle cose e non ci dirigiamo mai nel cuore delle cose” (Da “La meraviglia è quando tremi” di Danilo Serra)
Concludo riportando parte di un bellissimo e nutriente articolo di Nicoletta Cinotti particolarmente attinente al mese in corso, acqua e aratro per il nostro terreno interiore :
Aprile è il più crudele di tutti i mesi, genera lillà dalla terra morta, mescola memoria e desiderio, desta radici sopite con pioggia di primavera. L’inverno ci tenne al caldo, coprendo la terra di neve immemore…”, dice Tomas Eliot in una delle sue poesie. La crudeltà è dovuta al fatto che sveglia i nostri desideri e, svegliandoli, ci fa sentire tutto l’impeto della mancanza oltre che tutta la forza del desiderio. L’essere immemori, come la terra sotto la neve, ci lascia in un torpore riposante. Aprile è il desiderio e la forza di quello che vuole vedere la luce, che vuole spuntare alla nostra consapevolezza. Per questo non ci lascia tranquilli: ci costringe al lavoro della fioritura. […] Cosa sarebbe il mondo se perdesse la fioritura? Cosa sarebbe la nostra vita se smettessimo di agire perché non abbiamo la certezza di sapere come andrà a finire? È questa la bellezza a cui ci richiama Aprile: la bellezza del fiorire senza sapere se ogni fiore diventerà frutto. Il ciliegio non ha paura di fiorire: perché dovremmo averla noi? (Leggi: Il lavoro della fioritura)

www.ceciliamartino.it

Il Mestiere del Dare
€ 8,00

IllogicaMente
€ 7,00

Il Non Agire
La Filosofia Cinese di Wu Wei

Voto medio su 1 recensioni: Sufficiente

€ 7,50

Cedi la Strada agli Alberi
Poesie d’amore e di terra

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

€ 14,00

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmailFacebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedintumblrmail

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.