Tutto può essere vissuto con totalità e consapevolezza.

Corpo e Anima.Tendiamo sempre a separare il concetto di corpo da quello dell’anima. Il nostro involucro, è il tempio della nostra anima, dobbiamo comprenderlo, viverlo senza separazione. Il fisico ci appartiene fin dalla nascita, eppure abbiamo difficoltà a sentirlo nostro, lo diamo per scontato, come se fosse normale camminare, respirare, guardare. Ci pensiamo solo quando ci duole, quando “la massa” attira la nostra attenzione, allora le nostre mani, energia curante, sfiorano, accarezzano, riscaldano la parte bisognosa. Il codice del corpo è intimo, si manifesta a noi con estrema delicatezza ma, se applichiamo la separazione, riusciremo ad interpretare il suo linguaggio solo quando si manifesterà con l’urlo, ovvero il dolore fisico. E’ utile, soprattutto al risveglio, salutare con movimenti energetici e rotatori, in un gesto sacro, tutto il nostro corpo, dal basso verso l’alto. Non solo riattiviamo la circolazione, ma “spolveriamo” via quelle tossine che tanto intasano il fluire del nostro prana, energia vitale. Tutto, intorno e dentro di noi è energia, allontaniamo quindi il concetto di separazione e viviamo il nostro essere totale sempre ed ovunque. Perché è importante annullare la separazione mentale fra corpo ed anima? Le pratiche yoga sensibilizzano tutti i sensi e neutralizzano i confini della separazione. Alcune azioni mirano al contatto intimo con il nostro Sé, utilissime quelle del pranayama (gestione del respiro, o il rilassamento che dona la calma alla mente e la pace all’anima. Alcune asana (posizioni), più di altre, nello yoga, creano il radicamento necessario per sentire il corpo in connessione con la natura e con il fluire del la vita, una di queste è Parvatasana, la posizione della montagna sacra, scopriamola e viviamola insieme. E’ priva di controindicazioni e quindi è accessibile a tutti, dona una completa sollecitazione alla colonna, favorisce le vie respiratorie e ci connette con la terra e con il cielo; il corpo vive l’esperienza della montagna sacra.

Dopo aver massaggiato accuratamente il nostro corpo, dal basso verso l’alto, assumiamo una posizione comoda, seduta, gambe incrociate (Padmasana). Se necessita, possiamo aiutarci con un cuscino sotto i glutei, è fondamentale tenere la schiena eretta ma rilassata. Le braccia sono ai lati del busto, rilassate. Inspirando profondamente, solleviamo le braccia verso l’alto, allunghiamo il busto ed uniamo le mani oltre il capo. Espirando torniamo a rilassare le braccia ai lati del busto. Quando sentiamo di aver preso confidenza con il movimento e con le sensazioni possiamo abbinare la respirazione al movimento. Inspirando lentamente, solleviamo le braccia verso l’alto, esalando lentamente, riportiamo le braccia verso il basso. Seguendo queste fasi graduali, abituiamo il corpo ad entrare con armonia nella posizione, solo allora potremmo sperimentare il mantenimento.

Cinzia Onorati

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