Yoga nel e dal Mondo.Ho iniziato semplicemente “sfogliando” la pagina Internet del suo sito e sono rimasta colpita da alcune foto a tema yogico che, in realtà, sono state solo lo slancio per scoprire il talento che si annida dietro l’opera di Jim Campbell. Il quale non è un fotografo professionista, ma molto di più: è un ingegnere elettronico della Oracle innamorato della luce a 360 gradi tanto da poterla plasmare nella sua immaginazione in maniera così potente da animarla poi nella concretezza delle sue coinvolgenti installazioni. Per passione, insegna yoga una volta alla settimana anche se come pratica preferita per il tempo libero sceglie di dedicarsi alla figlia con tutto se stesso, perché la luce in fondo passa anche da qui: nella disponibilità a darsi e a risplendere nell’affettività condivisa anche quando l’orologio sembra non darci tregua. E’ considerato uno degli artisti d’avanguardia del XXI secolo, i suoi lavori hanno soggiornato nelle collezioni di alcuni dei musei più importanti americani, tra cui il Metropolitan Museum of Art, The Museum of Modern Art, The Smithsonian, The Whitney Museum of American Art e il San Francisco Museum of Modern Art. Attualmente l’artista è in mostra presso la galleria Bryce Wolkowitz, con sede a New York. Luce, dicevamo. Sì perché Campbell lavora principalmente con le installazioni luminose a LED sfociando nel 1990 a quella che viene definita scultura elettronica. In pratica il suo estro riesce a mettere a punto sistemi elettronici “su misura” che danno vita a installazioni multimediali ovviamente uniche e irripetibili. Curiosando nel mondo di questo artista contemporaneo mi sono imbattuta in una trama fatta di energia, puntini luminosi, bit, chiaroscuri, schermi, Led, una sorta di Matrix ammaliante ma anche deformante dietro cui scorgere, quieta e brillante come solo lei sa essere, l’essenza traslucida da dove tutto ha inizio: luce. Nient’altro che luce.

Alcune installazioni poi, evocano e a tratti inducono a uno stato meditativo simile ad alcune pratiche yogiche, come ad esempio “Light” (la potete vedere a questo link: http://www.jimcampbell.tv/portfolio/installations/light/) in cui la fiamma di una candela ha il ruolo principale nella dinamica della narrazione artistica alla quale compartecipano una video camera, un monitor ed altri congegni elettronici, e stimola un effetto ipnotico che i praticanti di yoga non faranno fatica a ricondurre per analogia al “trataka” (letteralmente “sguardo concentrato”: è una tecnica di concentrazione focalizzata che contempla l’utilizzo di una candela per la fissazione prolungata della fiammella). E proprio allo yoga è dedicata la raccolta di alcuni scatti fotografici che Campbell ha voluto raccogliere dando un volto del tutto originale agli amanti di questa disciplina, ritraendoli ciascuno con una posa che esprimesse l’impronta specifica della loro passione, mission, vocazione o intento (a me piace chiamarlo daimon). Una coreografia di asana del tutto spoglie da qualsiasi velatura didattica, piuttosto messe alla stregua di vere e proprie installazioni artistiche, fantasiose, ironiche ed istrioniche dove la traccia della luce non può che emergere come scintilla di compiacimento o piuttosto di realizzazione della propria autenticità. Perché non c’è niente di più artistico che essere se stessi sentendosi a proprio agio in qualsiasi posa, e questo è un insegnamento a cui la pratica yoga nemmeno troppo velatamente allude e che gli scatti di Jim Campbell mi hanno aiutato a ricordare. Dalla donna incastonata letteralmente in un albero al cerchio iniziatico formato da una serie di piedi uniti, passando da ambienti usuali e quotidiani come può essere il camino di una casa a scenari a dir poco spettacolari come il bordo di una cascata o l’arco scolpito dal vento di una roccia in mezzo al deserto. E ancora, dai corpi interi ai dettagli, dalla tensione di muscoli e tendini alla fermezza limpida di mani e dita intrecciate a disegnare la perfetta convergenza della parte con il Tutto: la compenetrazione del microcosmo nel macrocosmo. In una parola: Unità, Yoga.

Che io possa divenire terra,

che io possa divenire cielo,

che io possa divenire la montagna,

che io possa divenire il mare,

che io possa crescere,

allargando e allungando il mio corpo,

fino a disperdermi nel Vuoto

dell’Infinito.

(Preghiera sciamanica)

Potete guardare le foto sul sito www.omlightphotography.com

Sito ufficiale di Jim Campbell: http://www.jimcampbell.tv/

 

Twitter @shantiomartino

ilmestieredeldare.blogspot.it

Cecilia Martino

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