angel

Angeli, questi sconosciuti. O meglio, questi fraintesi!

Quante volte sentir parlare di angeli crea una sorta di riflesso incondizionato a matrice cristiana che induce a relegare tale vocabolo nel lessico religioso generando sentimenti contrastanti di attrazione-repulsione. Quanto sono importanti le parole, quanto sono performanti i vocabolari che si sceglie di consultare e utilizzare, anzi di abitare – come direbbe Heidegger, filosofo occidentale la cui analisi sul linguaggio finì per sconfinare nell’assunto ontologico per il quale “nessuna cosa è dove la parola manca”. Detto altrimenti: il linguaggio crea la realtà e noi abitiamo le nostre parole, quotidianamente, spesso senza accorgercene.

Come siamo finiti dagli Angeli ad Heidegger? Beh, la bellezza del fluire analogico di cui tutti disponiamo se lasciamo che a parlare non siano, appunto, preconcetti. E la bellezza del libro che ho tra le mani in anteprima, scritto da Cinzia Onorati, dal titolo “Lo Yoga degli Angeli – Lo Yoga per sentire l’Angelo nel Cuore” (di prossima uscita per le Edizioni EDUP). LEGGI  QUI TUTTA LA RECENSIONE

 

Cecilia Martino
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