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Ley Line  – Monte Sant’Angelo: Vishuddha Chakra.

“Una meta di pellegrinaggio dal Medioevo ad oggi”.

Ritornare in un luogo già visitato e sentire che ora i miei passi sono rivestiti di nuova consapevolezza.

Così nasce il desiderio di entrare nell’energia di Michele e della Grotta. Non a caso parlo di Grotta perché il suo ambiente suggestivo riporta alla simbologia dell’Eremita che cerca la sua Luce.

Felice del ricordo di aver avuto il primo incontro con l’Angelo sui passi di Padre Pio, inizia il mio viaggio, come sempre, con quella sensazione fisica, difficile da spiegare a parole e quell’abbandono naturale che il Cuore sperimenta quando il Cielo chiama. C’è sempre un motivo per seguire la Ley Line, il mio era un “cioccolatino incartato”, con la bellezza e la semplicità di un dono dolce e introspettivo, mi attendeva l’incontro con le mie parole non espresse e quelle non udite di un padre che ormai sperimenta un’altra esistenza. Come ogni viaggio del Cuore si cerca di non trascurare nessun dettaglio, eppure ci mettemmo in cammino “impreparati”, senza prenotare nulla, solo con il desiderio di arrivare e vivere quell’atmosfera che tanto ri-chiamava.  La parola pellegrinaggio significa viaggio in terra straniera e “perigrinus” è colui che “peregre”, cioè per “agros”, in campagna, quindi fuori dall’abituale luogo di vita. Con il tempo arrivò la trasformazione del termine pellegrino, indicando i pii devoti fedeli che si mettevano in cammino verso un santuario, oggi chi siamo noi e cosa ricerchiamo? Sui passi di Michele, scopro la mia storia e l’attivazione del Chakra corrispondente che rielabora il mio vissuto. Un lavoro profondo, doloroso…provato già tante volte ma generoso nel premio, una visione nuova della mia vita. Il pellegrinare verso i santuari è senz’altro un segno di grande rispetto da parte del credente, nei confronti di quei luoghi caratterizzati da una forte presenza del soprannaturale, il contatto con l’Assoluto, l’approfondire quello che già è in noi,  ri-scoprendolo e ri-amandolo. Arriviamo al Santuario, tra gocce di acqua e terra Così in Cielo e così in Terra”.

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Ci fermiamo, sguardo alto verso l’Arcangelo Michele, in alto che sfoggia il suo fascino, il suo potere e la sua dolcezza, quasi a dirci “Io sono qui”. Ci soffermiamo sotto ogni arco  e, superata l’entrata, una scala verso il basso ci conduce dolcemente verso quella Grotta che sa di mistero e Amore. Arriva al mio sguardo un’icona bizantina dell’Arcangelo Michele, una riproduzione dell’VIII – IX secolo che mi lega al sogno fatto sull’isola di Symi. Solo certezze, sull’ordine dei miei passi!

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Ogni “portone” è un “portale” e con gli occhi di un bambino davanti alle giostre per la prima volta, assaporo ogni gradino, ogni immagine, ascolto i passi delle tante Anime che in Silenzio sono già passate su quella pietra che generosamente accoglie. L’accoglienza  altruistica della grotta è davvero tangibile, come in un grembo materno avvolge, racchiude, protegge e ri-vive.  All’interno della grotta troviamo un gruppo, (scoprirò poco dopo far parte del rosario perpetuo in Italia); inizia la mia esperienza con Michele.

Quando il viaggio prende forma, le informazioni-intuizioni arrivano e si sperimenta l’effetto che è anche risonanza e la mia “gola” con le mie “parole” erano in ritiro, quasi a volermi ri-donare quella nascita dell’espressione, quell’abito nuovo che riveste con consapevolezza il linguaggio. Tutto si può scegliere in ogni momento della nostra vita, questa “Libertà” pura e spontanea è l’espressione del “libero arbitrio”.

I ragazzi si preparano, si assegnano i tempi, le letture ed il fluire delle parole. Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”. “O Maria che ascoltasti docilmente la Parola, aiutaci a continuare il dialogo con Dio e a superare certe nostre posizioni di mutismo e di indifferenza per rimetterci nella disponibilità al colloquio co i nostri fratelli”.” Fate quello che vi dirà”.

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Leggere i segni è dono che abbiamo tutti, dobbiamo solo ricordarlo! Tante Parole nell’aria, quasi a stordire i pensieri, eppure alcune, quasi per magia, si staccano dall’insieme e creano un “messaggio”.

E’ il linguaggio dell’Angelo che, amorevolmente e generosamente, riscalda il nostro Cuore e come balsamo lo cura e lo fa pulsare di vita nuova.  Nella mia mente le immagini si affollano, le parole risuonano da dentro, quel dentro che supera le barriere del tempo ed approda all’ultima frase di mio padre, ancora in vita: “Parleremo, parleremo tanto…” Un tempo materiale non c’è poi stato e a troppe occasioni ho regalato un no, non ero pronta a ritornare su di lui, sulla nostra storia, sul nostro Karma e sull’Amore familiare.

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Il Vishuddha Chakra è il chakra della gola, detto anche “Luogo puro”. Il suo colore è il blu, il suo elemento è l’etere, la sua funzione principale è quella della comunicazione, della creatività e della Verità. E’ il passaggio del detto e non detto, dell’ingerito e del non mandato giù. Anche la sua posizione fra il capo ed il busto avvalora il suo ruolo di comunicatore.

Utilizziamo spesso nel linguaggio le seguenti espressioni: “rimanere senza parole…”, “non ho più parole…”, “mi lasci senza parole…”, “non ho che parole d’amore…”

Quando è in equilibrio, dona una voce dolce, chiara, armonica, con una adeguata proprietà e scelta di linguaggio. Il suo fiore ha 16 petali (4×4) che nella numerologia ci fa comprendere che è la manifestazione  di chi ha raggiunto la capacita di potersi “vedere”,  l’inizio di una nuova esistenza, di una nuova modalità dell’essere, il centro dove si è raggiunto un potere-controllo sulla manifestazione corporea.

Come il suono di un gong a ciel sereno mi ritorna davanti lui ed il mio Sentire si trasforma. Il doppio battito, emozionale, terreno e così spirituale al contempo trasforma, elabora e rende lucido ora la mia storia, come se “il film” cambiasse la trama e persino il finale. Sfinita e felice allo stesso tempo, mi accorgo che in quella grotta abbiamo sostato per quasi 4 ore, il tempo è davvero relativo! Su “I Passi del Cuore” si incontrano tante anime e nulla accade per il caso, perché il caso non esiste. Ascoltare le motivazioni più colorate affinché ci si ritrovi, puntuali a ri-conoscersi in questi luoghi, è sempre una condivisione di gioia e scoperta, tante le strade, unica la meta. Ricca di emozioni, scoperte e “compiti” da eseguire, esco rinata da questo viaggio, come se la mia armatura fosse un pochino più lucida! Immersa nel blu, all’interno della mia Grotta, sperimento l’abbandono. Eternamente grata…

Grazie, Grazie, Grazie.

 

Cinzia Onorati.

 

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