La riflessione spontanea che può arrivare al nostro essere è questa: “Cosa centra lo Yoga con l’Astrologia?”. “Come può una disciplina essere ponte fra Cielo e Terra?” Lavorando sulla Armoniosa Consapevolezza del “Sentire”, tutto può essere più chiaro. Nella terminologia sanscrita dell’Hatha Yoga troviamo il seguente significato: “Ha” significa Sole, corrisponde alla parte destra del corpo, energia maschile, rajas, positiva, yang (Pingala) “Tha” è la Luna e risiede, come energia femminile, tamas, yin nella parte sinistra, (Ida).

ida e pingala

Il Sole e la Luna sono due pianeti fondamentali nel nostro Cielo Natale, ci donano molte indicazioni sui passi e le esperienze che ci ritroveremo a fare in questa nostra esistenza, quali caratteristiche avrà il nostro carattere, su cosa dovremmo indirizzarci, quale è il nostro Karma.

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Unendo ed armonizzando queste due correnti con le tecniche Yoga, diamo frutto ad un equilibrato benessere psicofisico ed attingiamo agli strumenti necessari per l’autorealizzazione. Altro aspetto fondamentale è il processo di sradicamento dalle insane abitudini-condizionamenti che il praticante ottiene con un dolce e progressivo lavoro su sé stesso e sulla sua vita, grazie ad una nuova consapevolezza e coscienza.

La pratica dello Yoga dona elasticità alla colonna vertebrale, rafforza i polmoni, l’apparato circolatorio ed il cuore che vengono stimolati, seguendo un flusso regolare e corretto grazie alle pratiche respiratorie mirate, liberando il complesso biofisico da impurità. Ne consegue un naturale ringiovanimento del corpo e della mente. Gli strumenti per vivere una vita sana sono tutti dentro di noi, lo Yoga ci aiuta a ritrovarli e ad utilizzarli. Fortunatamente, da alcuni anni, il concetto di salute e di armonia fisica e mentale si è modificato ed “ampliato”. Infatti la concezione del benessere psicofisico è legata non solo ad una presa di coscienza corporea ma anche ad un ascolto sottile del nostro essere, assaporando così l’armonia e l’abbandono del corpo e della mente. La pratica dello Yoga ci permette in tal modo di avere un approccio più delicato e “sottile” con gli altri. Essendo un’antica disciplina indiana porta con sé non solo il lavoro millenario delle posizioni ma anche  l’ascolto del cuore e dell’anima. Lo Yoga andrebbe praticato proprio cercando quella magica unione fra l’energia solare  e quella lunare, tra quella maschile e quella femminile, tra Cielo e Terra, l’equilibrio fra il materiale e lo spirituale, abbattendo la dualità e la separazione, questo è “Essere” in armonia con l’Universo: dalla Terra all’Acqua, dall’Acqua al Fuoco, dal Fuoco all’Aria, dall’Aria all’Etere-Spazio, dallo Spazio all’Universo Intero nel “Qui ed Ora”. La pratica delle Asana (posizioni) nello Yoga, crea il collegamento profondo con il nostro essere nel momento, celebrando la Vita nelle sue molteplici espressioni. La concezione del “Tempo” acquisisce un significato diverso tramite i Solstizi e le fasi della Luna, nella sua meravigliosa espressione. I solstizi sono anche chiamati “porte” (januae in latino) perché attraverso di loro il sole “entra” nella fase ascendente e discendente del suo viaggio annuale, o perché

due opposte tendenze cosmiche “entrano” nella terra passando attraverso i solstizi.  Un elemento ciclico e temporale viene così trasformato in un simbolo dello spazio fisico, la porta. Entra così nel rituale del corpo la connessione con la Luna ed il Sole attraverso la pratica del saluto al Sole “Surya Namaskara” e del Saluto alla Luna “Chandra Namaskara”.

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Il saluto al Sole “Surya Namaskara”.

Il Sole è la fonte di ogni energia. “Surya atman jagatah tasthukhashcha” (Il Sole è l’anima del mondo e così del cielo). La vita sarebbe impossibile senza il sole.  Per migliaia di anni in India il popolo ha sviluppato empiricamente la Scienza e la tecnica di ricevere ed utilizzare questa fonte di Energia Cosmica. Questa Scienza è detta Yoga. Si narra che quando Rama stava di fronte a Ravana sul campo di battaglia ricevette questa grande conoscenza dal saggio Vishwamitra (Amico del Mondo) e per questa ragione Rama riuscì a sostenere lo sforzo enorme della battaglia contro un nemico superiore in armi. I mantra che Vishwamitra gli insegnò insieme con la tecnica costituiscono appunto il Surya Namaskara. Questo esercizio, una forma di Yoga, è stato praticato in India sin dall’antichità. Coloro che aspirano a una migliore salute, un maggiore equilibrio della mente e cercano di superare l’indolenza e la stanchezza ricorrono ad esso. Anche in India attualmente esso viene praticato da molta gente. Il nome sanscrito originale di questo esercizio è Sashtanga Surya Namaskara e significa “Omaggio al Sole con gli otto punti del corpo”. In forma abbreviata lo chiamano Surya Namaskara.

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Il saluto alla Luna “Chandra Namaskara”.

Chandra è la Luna, è il simbolo dell’energia femminile, governata dall’Acqua nelle sue molteplici funzioni, creativa, procreativa, introspettiva, intuitiva e riflessiva. Nello Yoga la Luna è localizzata nella gola, Vishuddha Chakra, chiamato anche “Centro di grande purezza”. Questo luogo è il serbatoio delle nostre parole, dette e non dette, è il centro della tiroide, per le sue funzioni, la tiroide è il cervello del metabolismo.

La pratica di questa sequenza è dedicata alla Dea Sakini.

“Sakini è la divinità tutelare del Quinto Chakra. E’ raffigurata seduta su una piccola montagna di ossa, a intendere che presiede alla parte più solida e profonda del corpo fisico. Ha natura lunare, femminile, fredda. E’ colei che elargisce le conoscenze e i poteri psichici dai quali si ottiene la padronanza totale della natura. Sakini è ebbra dell’”amrita”, il simbolo dell’indescrivibile felicità divina. Il centro della gola è il luogo dove viene gustato il nettare divino. E’ una dolce secrezione prodotta dalla ghiandola conosciuta come “lalana chakra”, che si trova nel retro della gola e può essere stimolata con pratiche yoga avanzate. La dea Sakini diventa il mezzo per infrangere la legge di gravità e impedire che il “nettare” scenda verso il basso e venga bruciato dal sole che risiede nella regione ombelicale. Il Saluto alla Luna ci offre un’opportunità per invertire la rotta, interrompere una situazione, rinnovarsi, incontrando, nelle posizioni capovolte, i propri limiti, le proprie resistenze e paure, imparando al contempo a guardare la vita e noi stessi da un’altra prospettiva, attingendo alla fonte dell’energia sul piano fisico, mentale, simbolico e spirituale”. Come il Saluto al Sole, anche quello alla Luna è una sequenza armonica di dodici posizioni.

“Il numero dodici non è certamente casuale, la filosofia yogica era estremamente attenta alla scienza dei numeri, il dodici rappresenta la trinità in un’ottava maggiore ed indica un grande livello di comprensione e saggezza: molti sistemi numerici antichi erano basati sul dodici, dodici sono le costellazioni, dodici i mesi dell’anno, dodici le tribù d’Israele, dodici i discepoli di Gesù, dodici le ore in cui è diviso l’orologio. Dodici è considerato il numero del completamento”. Una volta memorizzate le posizioni ed entrati nella circolarità della pratica, si vivrà la sequenza come una danza avvolgente, avvolti nella culla dell’energia.

Chandra Surya Pranayama

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“Prana è la somma di tutte le energie contenute nell’universo”

Swami Sivananda

La parola sanscrita “Prana” significa “Energia, forza vitale”, “Yama” vuol significare “controllo, gestire”.

Pranayama: Gestione del Respiro o  Controllo dell’energia vitale.

Entrare in contatto con il proprio respiro è un atto molto intimo, le emozioni e lo stato d’animo lo condizionano incessantemente. Non siamo consapevoli dell’importanza che il prana, l’energia vitale, rappresenta per il nostro essere. Utilizziamo solo ¼ del nostro respiro, eppure la vita arriva a noi con il primo “soffio vitale”, lo stesso che determinerà la fine di questo passaggio terreno. Respirare correttamente significa purificare e rigenerare il nostro fisico. Il respiro deve “danzare” all’interno del nostro corpo comodo, confortevole, morbido; solo così diverrà un nostro alleato sulla strada del benessere. Imparare a respirare è un lavoro, spesso, faticoso, non siamo abituati a portare l’attenzione, la concentrazione sul nostro respiro. Per questo motivo è molto importante assumere una posizione comoda, con la schiena eretta, il capo alto e possibilmente gli occhi chiusi. Con lo scopo di facilitare la pratica, possiamo utilizzare i cuscini, da mettere sotto i glutei, per mantenere una postura corretta senza troppo stancarsi.

Una pratica respiratoria, nota come la “Respirazione a Narici alternate” (Nadi = canale, condotto –  Shodana = purificazione, pulizia) o “Respirazione della Luna e del Sole” (Chandra Surya Pranayama), ha il compito specifico di ripristinare l’equilibrio delle nostre energie. Semplice da eseguire, richiede solo il desiderio/necessità di raccogliersi per qualche minuto. Assumiamo una posizione comoda, con la schiena eretta ma rilassata. Piegare l’indice ed il medio della mano destra, poggiare il pollice sulla narice destra, inspirare con la narice sinistra, chiudere la narice sinistra con l’anulare ed il mignolo, espirare con la narice destra, sollevando il pollice. Riprendere aria con la narice destra, trattenere ed esalare dalla narice sinistra. Ripetere la respirazione a narici alternate per almeno cinque minuti. Più aumenteremo il tempo della nostra pratica, maggiore sarà il beneficio.

Incontrare l’energia del Sole e della Luna nel nostro corpo è davvero una gioia profonda, è conoscerci da dentro!

Buon viaggio nella consapevolezza.

Cinzia Onorati

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