Sono entrata nella tua casa…

C’è un luogo segreto dentro ognuno di noi, uno scrigno magico dove, ogni notte, l’Universo ci porta e ci regala simboli, rituali, parole ed incontri. Quel luogo dove la comunicazione, FINAL-MENTENTE (finito l’aspetto mentale) lascia respiro all’Atman (Anima), dove i Maestri e gli Angeli ci conducono per regalarci esperienze necessarie al nostro percorso spirituale, dove l’animico insegna una lingua nuova fatta di Sentire e pienezza, dove è importante solo la nostra esperienza. Come in un cortometraggio sono entrata in quella casa ieri notte… quante stanze…quanti corridoi lunghi e quante persone intorno a te. Eppure, nel cercarti e poi trovarti, la tua solitudine mi ha invaso e provato. Una disperazione SORDA, ovattata di chi annaspa e sta per gettare la spugna. Un letto troppo grande per un solo corpo e troppo buio per la tua anima assetata di Luce. Quel nome ripetuto ad alta voce, eri lì e nessuno ti vedeva, eri lì e nessuno ti aiutava. Le tue mani a cercare messaggi su uno strumento che ti suggerisce il gesto della CHIAMATA. Troppo opaco su quel ripiano che offre l’appoggio del cibo, il flusso dell’acqua e la CREAZIONE della fantasia. Arrivi da dietro, su i miei passi e, con la voce di chi non sa chiedere aiuto,  ripeti il mantra della sconfitta “…non ci riesco….non lo so fare…”. Assolvi al tuo dovere e mi parli in GRECO e poi ti perdi in quel buio che sa di freddo. “Ma vieni qui…” e le mie braccia ti afferrano come si tocca per la prima volta il Cielo, nell’amorevole purezza di un abbraccio che è acqua che scorre, è carne nella carne, entri nel mio Sacro e ti fondi nel CUORE sussurrandomi FINAL.-MENTE. Quante volte hai sentito l’URLO del cuore, ora è solo Pace, Accoglienza e Ritorno, ora è solo PERDONO. Nell’Abbraccio che è ormai un viaggio a-temporale, il gesto di un Mudra rende Sacro lo Scambio, il Cuore nel Cuore, FINAL-MENTE…la stessa lingua. Gioisco del momento e la visione spazio-temporale si allarga e da uno specchio, non molto lontano, portale del tempo, osserviamo i gesti di una vita già vissuta  il ricordo di noi emerge, non parli ma, FINAL.MENTE, ruoti il capo e OSSERVI, senza giudizio, senza commenti. Mi sveglio. Ri-torno e dentro di me un grande DONO, quelli che non basta un diario per scrivere, quel DONO pulito… nei suoi fili, ora c’è solo Luce, Respiro e Pace, ora so cosa è il PERDONO.

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