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Quando la Personalità incontra l’Anima, anche le abitudini più consolidate, possono mutare. “Saper chiedere” non é semplice e non c’é nessuna scuola che ci insegna a farlo se non la via del . Il Chiedere può seguire due correnti ben precise, una sul piano orizzontale ed una su quello verticale. Dietro il “chiedere” può esserci un bisogno, una necessità, un’emergenza, fino ad arrivare alla pigrizia nell’agire o all’insicurezza. Chiedere ad un altro essere qualcosa implica molto coraggio, attenzioni, spiegazioni, azioni… tutto questo avviene sul piano orizzontale. Chiedere su un altro livello, piano verticale, implica il sapersi Abbandonare ad una più alta volontà. Quali emozioni spingono un’Anima a chiedere con lo sguardo rivolto verso il Cielo? La disperazione, la malattia, lo sconforto, l’incomprensione, l’assenza di lucidità, l’assenza d’Amore e dell’Ananda (Gioia) possono spingerci a spostare lo sguardo dal piano orizzontale a quello verticale. Cosa cambia? La domanda è lecita Qualcuno tempo fa mi disse “Cinzia, devi imparare a chiedere!” Ancora non avevo sperimentano nessuno dei due percorsi, troppo orgogliosa per chiedere agli altri, troppo falsa-umile per chiedere all’Alto. Nessuna indicazione ha accompagnato quel suggerimento, a ripensarci il suo era un Suono Antico, quasi a voler dire, “Fai attenzione!” Scelsi l’esperienza sul piano umano, seguii fino in fondo la mia Verità e chiesi! Ero così presa a trovare la forza, il coraggio e l’attimo giusto per chiedere che persi di vista le eventuali risposte-conseguenze. Sperimentai così una nuova forma di dolore, quella che viene dalle false aspettative, dalle mancate verità. Scoprii l’inutilità mista alla finzione di aver bisogno di un appoggio esterno. Era l’esperienza che la mia Anima voleva fare. Con una collante speciale, l’Amore per me stessa, rimisi a posto i frammenti della mia Anima e scoprii il piacere di chiedere all’Alto. Mi piace la definizione Alto, perché mentre la scrivo vedo l’azzurro di un Cielo accogliente, vedo la scuola dell’Anima. Per imparare a chiedere agli Angeli ho dovuto far saltare tutte le mie vecchie corazze, i condizionamenti antichi che incatenavano il mio Essere ad un finto stato di immeritata attenzione. “Io Sono Luce, Io Sono Amore, Io Sono Gioia, Io Sono il Suono delle Nuove Parole…” così ho aperto il Cuore e ho imparato a chiedere nell’Amore. Essere nell’Amore significa sperimentare la Connessione con il Tutto e se percepiamo anche per un solo istante l’assenza di separazione, viviamo un piccolo Samādhi (devanāgarī: समाधि, lett. “mettere insieme”, “unire con”). Gli Angeli ci vogliono leggeri sul cammino della Felicità, velocizzano il nostro apprendimento alle leggi del Cuore, dove tutto è Semplice, Facile e Gioso. Potrebbe sembrare un linguaggio ridondante il mio, in realtà è solo un fiore composto da petali scelti e colorati, di quei fiori che solo a guardarli gli occhi si riempiono di Pace e di Connessione. Ci sono giorni in cui tracce di antiche catene riaffiorano, le osservo le trasformo ed imparo ad amarle, le rivesto di Per-dono e solo allora le invio all’Alto e Chiedo di colorarle di Compassione. Ora prima di chiedere attendo che l’energia della pancia lasci il posto a quella del Cuore, è un Suono meraviglioso!!!

Prendiamo la sana abitudine di affidare è il modo migliore di Chiedere.

Cinzia Onorati.

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