Tante le espressioni usate per confermare che l’esperienza che stiamo vivendo è bella, meravigliosa o persino stupefacente al punto tale da dire: “Devo proprio tornare?”. Il Ri-torno prevede una partenza ed è proprio di questa azione animica (andata/ritorno) che vi voglio parlare. Lo Yoga, che vuol dire Unione con Dio, ci offre infiniti strumenti per compiere un viaggio splendido ed inesauribile, quello del nostro Sentire. Come può una disciplina antica 5000 anni essere così attuale e ricca di possibilità? Partiamo da presupposto che per accedere al Diamantino Mondo Yogico oramai le vie sono infinite e tutte giuste (o quasi! Spesso dipende dal Karma!!!). Accompagnati dalla curiosità o dalla convinzione che una scienza possa fare la differenza ci incamminiamo verso la nostra pratica. Va da sé che la parola “Pratica”, in questo contesto rinnova nel tempo ad un’azione a ripetere, all’approccio con le regole e con un linguaggio totalmente nuovo del Corpo e dell’Anima. Come si può allora “Viaggiare” stando fermi su un tappetino e persino con gli occhi chiusi? Quando si sceglie di Partire, più o meno tutti, prediligiamo un luogo, uno stato, un itinerario da seguire, cerchiamo la Meta. Lo Yoga offre la Scelta, se partire in macchina, in aereo, in nave o a piedi. Tutto sarà perfettamente allineato al mio Sentire. E’ un linguaggio nuovo (il verbo), nuova consapevolezza del Corpo (Sacro) del respiro (Presenza) delle visualizzazioni (Esperienze) e dell’Essere nel Qui ed Ora.

Osservo Sempre con molta apertura i praticanti alle lezioni, fonte di mille Viaggi interiori, dove l’Asana nella sua immobilità regala la gioia della Trasformazione. Una lezione di Yoga può soddisfare a pieno l’esigenza di un corpo arrugginito in cerca di armonia, può rilassare una mente colma di tensioni e può anche Essere il Viaggio. Prepariamo la nostra valigia, è tempo di Partire (o Ri-Partire). Cosa Crea la differenza? L’Intenzione.

Tra le prime cose da mettere in valigia c’è senz’altro la voglia di star bene e di regalarsi del Tempo prezioso tutto per noi, abbigliamento comodo (possibilmente chiaro), un lenzuolino che rappresenti la nostra base, il nostro Start, un diario dove appuntare  le nostre emozioni.

Iniziamo un piccolo viaggio insieme, fatto di 3 Passi, del resto ogni viaggio inizia con Un Passo alla volta!

 

Cerco la Quiete nel mio Stare.

cadavere

Savasana, la posizione del cadavere, apparentemente semplice, è in realtà fra le asana più difficili perché impegna l’intero corpo, dove il rilassamento iniziale è la prima tappa del nostro viaggio. Perché è così importante sapersi rilassare? Perché nella quiete del Corpo, le tensioni  ci abbandonano e l’Anima si esprime. In posizione supina, cerchiamo innanzitutto il nostro neutro. Portando le ginocchia al petto, è utile dondolare per rilassare la colonna, passiamo poi con le gambe piegate ed i piedi in appoggio sul tappetino, se è il caso distendiamo e divarichiamo le gambe (possiamo anche tenerle piegate). Le braccia ai lati del busto, il palmo della mano verso l’alto e gli occhi chiusi. Il Respiro ci guida, sottile e spontaneo.

Ascolto il mio divenire.

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Adho Mukha Svanasana, la posizione del cane a testa in giù, sollecita in profondità tutta la nostra spina dorsale e porta beneficio al sistema nervoso centrale. Coinvolge l’attività di tutto il corpo, è presente anche nella sequenza del Saluto al Sole. Dalla posizione quadrupedica, gambe unite, mani in appoggio sul tappetino: con una profonda inspirazione distendiamo le gambe, ischi allineati al soffitto e con l’esalazione avviciniamo i nostri talloni al tappetino. Le braccia sono ai lati delle orecchie, lo sguardo verso il basso. Se siamo in compagnia del nostro cane, condividiamo con lui questo viaggio a lui così spontaneo e semplice da fare 🙂

Apro il mio Sentire all’abbondanza.

vrksas-back

Vrksasana,  la posizione dell’albero nella variante con le braccia aperte. E’ un viaggio completo, dove il radicamento alla Madre Terra si fa forte, incisivo e dove l’Anima cerca la Leggerezza, l’Apertura e l’Abbondanza.  Quello che arriva è così infinito che le nostre braccia si aprono e come una coppa, siamo pronti a Ricevere. In piedi, portiamo il peso del nostro corpo sul piede destro, pieghiamo la gamba sinistra ed avviciniamo il piede sinistro all’interno della nostra coscia. Le braccia da prima tese verse l’alto, si aprono ed il Miracolo, che siamo sempre noi, ha inizio. Accompagniamo l’asana con un Sorriso che profuma di Gratitudine, quella Emozione segreta che fa la differenza al nostro Cuore.

Quando la pratica diventa un viaggio nel nostro profondo Sé, il Sentire si mostra a noi come un nuovo paio d’occhiali. Non è detto che la vista sia sempre rosea, ma arriveranno alla nostra attenzione tanti dettagli, fino ad ora trascurati. Il Viaggio dentro l’Anima è “Il Viaggio”, chiudiamo gli occhi, apriamoci alla vista interiore, quella del Sentire. Ri-torneremo al nostro quotidiano arricchiti, rigenerati di una nuova energia vitale e forse, sì, lo faremo, potremmo ritrovarci a dire: ““Devo proprio ri-tornare?”. Scopriremo che si può vivere nella non separazione, ma questo è un altro Viaggio!!!

Buon cammino!

Cinzia Onorati.

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