Ogni Viaggio interiore inizia con una Scelta, anche quando, in apparenza, ci Ri-troviamo coinvolti in un’Esperienza, siamo sempre e solo Noi a Scegliere. E’ tanto Tempo ormai che ho “Scelto di Scegliere” e con grande Consapevolezza ho Risposto “Si” all’invito della Mistica. Lontana da ogni Preparazione Intellettiva, ho Scelto il Si del Cuore e mi sono Aperta ad un Nuovo Cammino, che aggiunge ai miei Passi un ingrediente in più: l’Ardòre.  La Destinazione è sempre la stessa: la Luce.

Ardóre: dal latino “ardor – oris, der. di ardēre” «ardere», Calore intenso: l’ Ardóre della fiamma, del vento caldo, anche la forza di ciò che arde, arsione, bruciore,  Intensità di sentimento, passione ardente: amare con tutto l’ Ardóre desiderare con Ardóre, quindi brama, desiderio vivo, infiammato di santo Ardóre …

 “Dal Buio alla Luce,

Senti, Vibra, Respira il Fuoco che Scioglie e l’Amore che Plasma”.

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La transverberazione o trasverberazione (dal latino transverberare, cioè trafiggere) indica, secondo la mistica cattolica, la trafittura del cuore con un oggetto affilato (freccia o lancia), da parte di una creatura angelica o di Cristo stesso. Non va confusa con le stigmate, sia per la diversa localizzazione nel corpo, sia perché sarebbe accompagnata dalla visione dell’autore della ferita e da dolore morale oltre che fisico. (Da Wikipedia, l’enciclopedia libera).

Nel Tempo ricevetti una piccola Reliquia della Santa, come una “calamita” mi attirava a Lei al punto da tenerla vicino al letto e a Ri-chiamarla con la logica del Cuore nei momenti di grande Prova. Una Suora a me molto cara, una Sorella Spirituale, mi comunica che il giorno seguente sarebbe partita per un pellegrinaggio: Ávila. Con grande spontaneità le chiesi di Portarmi, al suo rientro, una “Parola”, la prima che avesse associato a me nel suo Viaggio. Nei giorni a seguire pensai spesso alla mia richiesta, Sentivo che una parte di me era in smaniosa attesa “di quella Parola”.

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Il mio Cuore mi suggeriva il collegamento fra la Mistica e le Parole, chissà cosa sarebbe arrivato alla mia Anima. In Cuor mio cercavo un Punto da cui partire, un segno da seguire. Al ritorno dal Pellegrinaggio, la Suora mi inviò un messaggio e mi disse che la “Parola” era arrivata a Roma, voleva comunicarmela  a Voce, personalmente. Ci fu così l’Incontro/Conferma/Segno che santa Teresa d’Ávila mi aveva ufficialmente invitato a “Conoscerla” meglio. Piacevolmente provata, ricordai che tutto aveva preso forma a partire da un Sogno… La notte si va a Scuola, veniamo Istruiti e così un nuovo “Studio” con un Nuovo Linguaggio era entrato nella mia Vita.

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Seguire i Passi di Teresa D’Ávila significa Entrare in una Nuova Frequenza.  Il Cuore che non smette mai di Donarci Sorprese, si è mostrato a me con un Nuovo Suono ed un Nuovo Sentire. La Fiamma dell’Amore cerca Espressione nell’Essere. Vecchi retaggi potrebbero definirla “vista con gli occhiali rosa”, “innamoramento”, “passione” ecc.  L’ Ardóre è il Ri-torno all’Energia Cristica, al Tutto, all’Essere, alla Creazione, all’OM.

Un episodio, tra i più celebri nella vita di Santa Teresa, racconta l’Incontro tra Teresa e un Bambino in un chiostro. La Tenerezza si fa Dono attraverso il Linguaggio, Parole d’Amore tra il Signore ed ogni Anima che Cammina verso di Lui. Teresa incontra il bambino bellissimo che le chiede: «Chi sei?» «Sono Teresa di Gesù», risponde la Santa, che aggiunge a sua volta: «E tu chi sei?» «Sono Gesù di Teresa».

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L’Amore è fatto di Tenerezza, Grazia, Purezza e Suono. Questa “Melodia d’Amore” Santa Teresa la fa Sua e la trasferisce a noi attraverso le Sue Opere. Grande l’utilizzo della Simbologia dell’Anima: Farfalla, diamante, Castello, Matrimonio Spirituale, tutti Segni di grande Trasformazione personale e collettiva. Persino il Monastero, luogo di Intimo Contatto e Trasformazione, porta il nome di “Encarnacion”.

Giovanni Paolo II, si esprime così in un discorso rivolto alle suore di Clausura del Monastero dell’Incarnazione (Lunedì, 1° novembre 1982):

“Pellegrino sulle orme di santa Teresa di Gesù, con grande piacere e gioia vengo ad Avilla. In questa città si trovano tanti luoghi teresiani, come il monastero di san Giuseppe, la prima di quelle “colombaie” fondate da lei; questo monastero dell’Incarnazione, dove santa Teresa prese l’abito del Carmelo, fece la sua professione religiosa, ebbe la sua decisiva “conversione” e visse la sua esperienza di totale consacrazione a Cristo. Si può dire con ragione che questo è il santuario della vita contemplativa, luogo di grandi esperienze mistiche, e centro irradiatore di fondazioni monastiche”.

Nel silenzio, nella cornice della vita umile e obbediente, la vigile attesa dello Sposo si converte in amicizia pura e vera: “Benché sia Dio, posso trattare con lui come con un amico” (S. Teresa, Vita di S. Teresa di Gesù scritta da lei stessa, 37, 5). E questo tratto assiduo, di giorno e di notte, è l’orazione, occupazione primaria della religiosa e cammino indispensabile per la sua identificazione con il Signore: “Cominciano a essere servi dell’amore . . . nel determinarsi a battere il cammino dell’orazione dietro Colui che tanto ci ha amato” (S. Teresa, Vita di S. Teresa di Gesù scritta da lei stessa, 11, 1).

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“Da un lato c’era Dio che mi chiamava, dall’altro c’ero io che seguivo il mondo”.

Il monastero dell’Incarnazione, è un luogo raccolto, invitante, magico e ricco di Energia. Una volta entrati ci viene dato un foglio con la guida in lingua italiana delle stanze da visitare. Qualcuno chiude dietro di noi la grande porta in legno e ci invita a suonare la campana quando abbiamo terminato. Trovarci in 4 in quel Luogo che è Iniziazione, Rinascita e Creazione, è davvero un gran dono. Inizia il Viaggio dell’Anima, Ri-prendo il Contatto… Sento! Sono Grata al mio “SI”, Teresa Amava gli Angeli, la Musica, le Acque, i Cavalli, la Lettura e la Scrittura…il Mondo! Era una Donna Concreta, Radicata. Ho tanto da apprendere da Lei.

Santa Teresa D’Ávila, mi indica una strada nuova. Sono consapevole che il Cammino è lungo e fatto di tanti Passi.  Conoscendo la sua Storia avrò modo di Comprendermi meglio, Tornando da Lei, in quel Lugo d’Incontro tra la Terra ed il Cielo, perché il Tempo è un grande Maestro e l’Anima ora ha ancor più Sete…

Mi piace concludere con una delle sue esclamazioni a me tanto cara.

“O anime fortunate che avete così bene saputo approfittarne, e comprare, servendovi di questo prezioso tesoro, un’eternità tanto gioiosa e duratura, diteci: come avete fatto ad acquistare per mezzo suo un tale eterno bene? Soccorreteci voi che siete già vicine alla fonte: attingete acqua per noi che qui moriamo di sete!”

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Continua…

Cinzia Onorati

Per approfondire:

Libro della vita

Castello Interiore

Cammino di Perfezione

Esclamazioni

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