Esistono infiniti modi per rivisitare le nostre emozioni. Quando parlo di cantina, solitamente, è chiaro il richiamo al nostro secondo cervello: la Pancia.

L’invito è, nell’ Ora e Qui, ad una visione diversa, un’immagine olfattiva che attira al gusto e al rituale, trasformiamo la nostra cantina, colma di disordine, di non si sa mai e cimeli raccolti nel tempo, in una dimora preziosa, dove Botti di legno pregiate ed antiche, conservano il Vino.

Accade che tutto sia spostato su un’altra figurazione, l’aria è più fresca, l’odore frammisto del legno e del mosto invitano all’atmosfera meditativa, a tratti contemplativa, di un’attesa che è già Coppa e Calice.

Quando ci si appresta ad un lavoro consapevole e trasformativo delle proprie emozioni, l’impulsività reattiva lascia spazio alla dialettica delle viscere, nell’incontro con la logica del pensiero. Ha inizio così il Viaggio!

Ogni percorso inizia con un passo e quale esso sia non possiamo prevederlo ma probabilmente intuirlo ed individuarlo a posteriori. Nella “cantina” abita il nostro Sentire, Vibrazione per troppo tempo forzata a non manifestarsi, portandosi dentro il suo silenzio l’invito a tacere e alla non manifestazione.

Quando il Sentire si Ri-sveglia, Ri-nasce la necessità di Ricordare. Cos’è il Ricordo? Nel dizionario troviamo: “Impronta di una singola vicenda o esperienza o di un complesso di vicende ed esperienze del passato, conservata nella coscienza e rievocata alla mente dalla memoria, con più o meno intensa partecipazione affettiva…” Nell’Essere Anime che abitano un corpo, siamo fatti di ricordi, di tempo, di azioni e di eternità…

Infinite le immagini che possono ritornare alla mente e al cuore, nel Brodo Quantico delle Possibilità, l’Anima Accoglie tutto quello che va ri-Preso e ri-Sistemato.

Sorge davanti il tragitto già esplorato e simultaneamente si presenta il percorribile davanti a noi, tutto è semplicemente meraviglioso! Spesso la vibrazione che accompagna i ricordi è infelice e troppo evocativa, al punto tale d’azzardare un fermo. Eppure è ancora questa l’esperienza che l’uomo ha scelto per avanzare sulla Terra, trasformare l’infelicità in felicità. Il Sentire è l’antidoto a tutto, così evento dopo evento passiamo in rassegna scene, attimi, immagini e sentiamo musiche, parole, odori… come se tutta la nostra Vita avesse Scelto Ora di palesarsi nuovamente a noi. Accade che nella parata dei ricordi appaiano volti e riemergano discorsi apparentemente dimenticati e potrebbe sembrare inutile ritornarci su… eppure è semplicemente necessario. Alcuni rami della Vite si sono seccati, altri sono tralci, altri non esistono più… Il Ceppo è la parte principale e più grossa, che spunta dal terreno e da cui si diramano le branche.

Il Ceppo è la Ri-partenza, la Stella da seguire, la Casa dove tornare, impareremo ad amare anche la scorza del fusto che con il tempo cambierà pelle… la meta resta però il Grappolo!

Lo Yoga ci dona un messaggio illuminante da parte del Corpo nell’aspetto Fisico e Sottile attraverso il Plesso Solare, Manipūra Chakra, è il terzo Chakra, il centro della Volontà e della realizzazione personale. Il suo Mantra è: “Io Posso”, il suo colore è il Giallo, è situato tra l’ombelico e lo sterno dove riposa il diaframma. Gli organi associati sono: lo stomaco, il pancreas, il fegato, la cistifellea, la milza e l’intestino tenue, denti e unghie ed il senso corrispondente è l’olfatto.

Possiamo dire che la nostra “Cantina” sarebbe già al completo così… ma tutti gli ambienti vanno bonificati e tenuti in ordine di continuo. E’ utile prendersi cura del nostro Sentire attraverso respirazioni, massaggi o semplicemente poggiando le nostre mani sulla pancia od utilizzando abiti a tinte/sfumature dorate.

Ascoltarsi non sempre è semplice ma di certo semplificante ed utile ai fini di un intervento intenzionale, affinchè ogni nostro angolo di Corpo possa esprimersi nell’armonia e nel benessere della salute.

Quando l’energia equilibrata viene meno, prendiamoci un Tempo per noi. Scegliamo uno spazio che diventi il nostro Tempio. Assumiamo una posizione comoda, possibilmente a gambe incrociate (se siamo comodi distese e divaricate). Possiamo rendere la seduta più confortevole, utilizzando un cuscino sotto i nostri glutei. Manteniamo la schiena dritta ma rilassata, le mani a coppa sulle gambe o in Yoga Mudra (pollice ed indice uniti e le altre dita distese), chiudiamo gli occhi e portiamo l’attenzione sul nostro respiro, diveniamo semplici spettatori del nostro respiro. Ascoltiamo l’aria che entra ed esce dalle narici spontaneamente, l’aria è più fresca ad ogni inspirazione e l’aria è più calda ad ogni esalazione. Se sentiamo di poterlo fare, spostiamo le nostri mani sulla Pancia ed indirizziamo, sempre dolcemente l’aria dietro l’ombelico. Mentre il respiro resta localizzato nella parte centrale, tutto il resto del Corpo riposa in un’accogliente immobilità. E’ solo l’addome che si estende, è solo l’addome che rientra, con un ritmo dolce e armonioso.

Mentre tutto abita un ritmo nuovo, indirizziamo un Sankalpa alle nostre cellule:

“Io Posso”, “Io Posso”, “Io Posso”.

La Respirazione Addominale è la Pace che entra nel corpo, è la cantina che si riordina, è la voglia di restare in Sé, a lungo. La sensazione di Sentirsi il Centro lascia il posto al Limite che si trasforma, divenendo sempre più grande, sempre più grande… fino a comprendere che si è già oltre l’estremità, le barrire, i confini, semplicemente Si è!

Quella che inizialmente era una cantina affollata, mostra ora l’orizzonte sconfinato di un Nuovo Cammino e si riprende il passo. Il Vino è versato, siamo pronti per brindare…

Cinzia Onorati

 Le parole sincere, i bicchieri da riempire, le risate che danzano nell’aria, il tempo che scivola senza farti male e un sorso di Vita con cui brindare. Brindiamo tutti insieme.

Fabrizio Caramagna

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